Via Crucis con l’Arcivescovo Delpini

VIA CRUCIS

Breve Presentazione


Pag.4

Introduzione

CANTO D’INGRESSO: TI SEGUIRO’ strofe 1, 3, 4 (1’ 30’’)

Saluto
V. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T. Amen.
V. La pace sia con voi.
T. E con il tuo spirito.


Pag.5
L. In questo momento di preghiera chiediamo di aprirci al mistero di Cristo che attraverso la sua passione ha voluto morire per noi. Col dono del suo Spirito possiamo comprendere e penetrare il dono che Gesù, attraverso la croce, ha portato a tutti gli uomini. La contemplazione del suo dolore, che per noi è la sapienza della croce, ci permette di capire il senso del nostro dolore.

Pausa di silenzio
Preghiera
V. O Dio, che hai dato agli uomini come modello di umiltà e di pazienza Gesù Cristo nostro fratello e redentore, morto in croce per noi, donaci di accogliere gli insegnamenti della sua Passione e di condividere la sua Gloria di Salvatore risorto, che vive e regna nei secoli dei secoli.
T. Amen.
CORO:
Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuor.


Pag. 6

(I) Prima stazione – Gesù nell’orto degli ulivi

SOLISTA: Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
TUTTI: Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L. Dal Vangelo di Marco (14,32-36)
Giunsero a un podere chiamato Getsèmani ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un po’ innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell’ora. E diceva: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu».

Riflessione
Gesù, come ogni uomo, vive la paura della morte. È angosciato perché è giunta l’ora della passione, sa che i suoi amici lo stanno abbandonando. Ai più vicini ha chiesto di vegliare con lui, ma loro, appesantiti dalla fatica, si addormentano. Nella solitudine la paura si intensifica, l’angoscia aumenta. In quel momento tragico l’abbandono al Padre è espressione del suo desiderio, soprattutto accettazione della sua volontà. Accogliamo nella preghiera tutti i fratelli atterriti dalla paura, sofferenti per la solitudine e l’abbandono.


Pag. 7 – Invocazioni
Preghiamo insieme e diciamo: Veglia con noi.
– Quando la paura della morte diventa forte e soprattutto quando avvertiamo che la nostra vita terrena giunge al termine.
T. Veglia con noi.
– Quando la nostra indifferenza dimentica chi sta lottando per la vita, chi muore in guerra, chi viene sommerso dalle onde del mare mentre cerca la pace e la libertà.
T. Veglia con noi.
– Quando, oppressi dai problemi, siamo tentati di lasciarci vincere dalla disperazione e non siamo capaci di abbandonarci alla tenerezza del Padre.
T. Veglia con noi.

Stabat Mater (30″)
SOLISTA:
Chiuso in un dolore atroce,
eri là sotto la croce, dolce Madre di Gesù.
CORO:
Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuor.

Pausa 10″ ca.

CANTO: QUI PRESSO A TE strofe 1,2 (2′ 00″)

Acclamazioni
Pausa 10″ ca.

CANTO: TU SEI LA MIA VITA strofe 1, 2, 3, 4 (2′ 40″)


Pag. 12

(II) Quarta stazione – Gesù è rinnegato da Pietro

SOLISTA: Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
TUTTI: Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L. Dal Vangelo di Marco (14,66-72)
Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle giovani del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in faccia e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». Ma egli negò, dicendo: «Non so e non capisco che cosa dici». Poi uscì fuori verso l’ingresso e un gallo cantò. E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui è uno di loro». Ma egli di nuovo negava. Poco dopo i presenti dicevano di nuovo a Pietro: «È vero, tu certo sei uno di loro; infatti sei Galileo». Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quest’uomo di cui parlate». E subito, per la seconda volta, un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». E scoppiò in pianto.

Riflessione
Anche Pietro, che aveva ricevuto segni di stima da parte di Gesù, è vinto dalla paura e, da lontano, senza compromettersi troppo, segue il maestro. Chiamato a dare testimonianza, non teme di rinnegare la sua appartenenza al gruppo dei discepoli. La profezia di Gesù si rivela. Il gallo canta e Pietro ricorda e piange.


Pag. 13
Preghiamo chiedendo il dono delle lacrime per i nostri atteggiamenti che rinnegano l’appartenenza al gruppo dei discepoli.

Invocazioni
Preghiamo insieme e diciamo: Donaci il coraggio di essere testimoni.
– Nelle diverse situazioni della vita, tentati di nasconderci tra la folla.
T. Donaci il coraggio di essere testimoni.
– Le nostre responsabilità familiari e sociali ci interrogano e ci domandano la forza della coerenza.
T. Donaci il coraggio di essere testimoni.
– Di fronte alla complessità della vita, nelle occasioni in cui è in gioco il bene comune.
T. Donaci il coraggio di essere testimoni.

Stabat Mater (30″)
SOLISTA:
Con che spasmo piangevi,
mentre trepida vedevi il tuo figlio nel dolor.
CORO:
Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuor.

Pausa di silenzio 1 min.

CANTO: TI ADORO REDENTOREstrofe 1, 2, 3 (1′ 15″)

Acclamazioni

Pausa 10″ ca.

CANTO: SIGNORE ASCOLTA PADRE PERDONA strofe 1, 2, 3 (2′ 15″)


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(III) Sesta stazione – Gesù è flagellato e coronato di spine

SOLISTA: Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
TUTTI: Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L. Dal Vangelo di Marco (15,17-19)
Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui.

Riflessione
L’insulto e il disprezzo dimenticano la dignità di ogni uomo, precludono la vera conoscenza, aprono progressivamente la strada alla violenza.
Preghiamo chiedendo perdono per questi atteggiamenti che hanno impoverito e oltraggiato la necessità di buone relazioni.


Pag. 17 – Invocazioni
Preghiamo insieme e diciamo: La carità renda feconde le nostre relazioni.
– Quando, chiusi in noi stessi, non comprendiamo il dono degli altri e non apriamo il nostro cuore.
T. La carità renda feconde le nostre relazioni.
– Là dove l’ingiustizia e la prepotenza conducono a dimenticare la dignità dell’uomo.
T. La carità renda feconde le nostre relazioni.
– Nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità cristiane, nella società.
T. La carità renda feconde le nostre relazioni.

Stabat Mater (30″)
SOLISTA:
Dopo averti contemplata
col tuo Figlio addolorata, quanta pena sento in cuor!
CORO:
Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuor.

Pausa 10″ ca.

CANTO: O CAPO INSANGUINATO strofe 1, 2 (2′ 10″)

Acclamazioni

Pausa 10″ ca.

CANTO: SE TU MI ACCOGLI strofe 1, 2 (2′ 00″)


Pag. 20

(IV) Ottava stazione – Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la croce

SOLISTA: Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
TUTTI: Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L. Dal Vangelo di Marco (15,21)
Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo.

Riflessione
Portare la croce di Gesù è mistero e dono, vocazione e salvezza. Aiutare il fratello a portare la sua croce è solidarietà e grazia. Farci aiutare a portare la nostra croce è umiltà e fiducia.


Pag. 21 – Preghiera
Preghiamo insieme
Signore Gesù,
con Simone di Cirene è giunta la nostra ora.
Questa è per noi l’ora di offrirti le spalle,
di aiutarti a portare la croce.
Nella nostra croce c’è la tua croce.
Nella croce dell’uomo che soffre
c’è la tua croce.
Aprici al mistero del dolore
per vivere la profondità della comunione.
Fa’ che l’ora del dolore
sia rivelazione d’amore
e vigilia di festa.
Amen.

Stabat Mater
SOLISTA:
E vedesti il tuo Figliuolo
così afflitto, così solo, dare l’ultimo respir.
CORO:
Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuor.

Pausa di silenzio 1 min.

CANTO: VEXILLA REGIS strofe 1, 2, 3, 4, 5 (1’ 50’’)

Acclamazioni

Pausa 10″ ca.

CANTO: TI SALUTO O CROCE SANTA strofe 1, 2, 3, 4 (3′ 00″)


Pag. 28

(V) Dodicesima stazione – Gesù in croce, la madre e il discepolo

SOLISTA: Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
TUTTI: Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L. Dal Vangelo di Giovanni (19,26-27)
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo
l’accolse con sé.

Riflessione
Ai piedi della croce restano la madre e il discepolo. Accolgono un testamento d’amore. Scaturisce una sequela nuova che è mistero di comunione e di grazia.


Pag. 29 – Invocazioni
Preghiamo per affidarci da discepoli a Maria e diciamo: Accoglici madre del Signore.
– Nel momento in cui pensiamo che la trasgressione o l’evasione siano gioia vera.
T. Accoglici madre del Signore.
– Quando avvertiamo di essere in una “valle di lacrime”.
T. Accoglici madre del Signore.
– Nell’ora della nostra morte.
T. Accoglici madre del Signore.

Stabat Mater
SOLISTA:
Del Figliuolo tuo trafitto
per scontare ogni delitto condivido nel dolor.
CORO:
Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuor.

Pausa 10″ ca.

CANTO: STABAT MATER strofe 1, 2, 4 (2′ 50″)


Pag. 30

(VI) Tredicesima stazione – Gesù muore sulla croce

SOLISTA: Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
CORO: Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L. Dal Vangelo di Marco (15,34-37)
Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

Riflessione
Nella sua morte ci è dato il dono dello Spirito che ci riconcilia col Padre. Una vita nuova scaturisce dal cuore trafitto di Cristo che è la misericordia di Dio.


Pag. 31 – Invocazioni
Preghiamo insieme e diciamo: Kyrie, eleison.
Gesù, per la tua morte e risurrezione, perdona i nostri peccati.
T. Kyrie, eleison.
Gesù, fa’ che riconoscendo il tuo amore, cresca la nostra fede.
T. Kyrie, eleison.
Gesù insegnaci a morire d’amore.
T. Kyrie, eleison.

Stabat Mater
SOLISTA:
Di dolori quale abisso!
Presso, o Madre, al Crocifisso voglio piangere con te.
CORO:
Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuor.


OMELIA DELL’ARCIVESCOVO DELPINI

Pausa 10″ ca.

Canto all’adorazione della croce: TU MI GUARDI DALLA CROCE strofe 1, 2, 3 (2′ 00″)


Preghiamo

Orazione

Benedizione

Canto finale: ANIMA CHRISTI strofe 1, 2, 3 (3′ 30″)



Canti previsti

CANTO D’INGRESSO: TI SEGUIRO’
CANTO: QUI PRESSO A TE
CANTO: TI ADORO REDENTORE
CANTO: O CAPO INSANGUINATO
CANTO: VEXILLA REGIS
CANTO: STABAT MATER
CANTO: TU MI GUARDI DALLA CROCE

Canti aggiuntivi

  1. Uomo della Croce (Noi ti preghiamo Uomo della Croce)
  2. Ti saluto o Croce Santa
  3. Anima Christi
  4. Signore ascolta Padre perdona
  5. Se tu m’accogli
  6. Dona Nobis Pacem
  7. Quanta sete nel mio cuore
  8. Tu sei la mia vita

Stabat Mater (libretto)
SOLISTA:
Chiuso in un dolore atroce,
eri là sotto la croce, dolce Madre di Gesù.
CORO:
Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuor.

SOLISTA:
Con che spasmo piangevi,
mentre trepida vedevi il tuo figlio nel dolor.
CORO:
Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuor.

SOLISTA:
Dopo averti contemplata
col tuo Figlio addolorata, quanta pena sento in cuor!
CORO:
Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuor.

SOLISTA:
E vedesti il tuo Figliuolo
così afflitto, così solo, dare l’ultimo respir.
CORO:
Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuor.

SOLISTA:
Del Figliuolo tuo trafitto
per scontare ogni delitto condivido nel dolor.
CORO:
Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuor.

SOLISTA:
Di dolori quale abisso!
Presso, o Madre, al Crocifisso voglio piangere con te.
CORO:
Santa Madre, deh, voi fate
che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuor.

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